Il ministro degli Esteri egiziano, Badr Abdelatty, ha annunciato oggi che circa 5.000 agenti di polizia palestinesi sono stati selezionati e stanno iniziando un percorso di addestramento, per essere dispiegati nella Striscia di Gaza al termine del conflitto. L’iniziativa — resa nota in una recente intervista a media egiziani — viene condotta in campi militari egiziani, in stretta collaborazione con la Giordania.
L’obiettivo primario è colmare il vuoto di sicurezza nell’enclave, una zona profondamente devastata dalla guerra, e contribuire a ristabilire l’ordine sotto l’egida della Palestinian Authority. Abdelatty ha precisato che il reclutamento ha già avuto luogo e che i prescelti sono stati accuratamente selezionati: nessuno avrebbe precedenti penali o legami con organizzazioni terroristiche.
Un piano strategico e concertato
Questa operazione s’inserisce all’interno di un più ampio piano di ricostruzione elaborato dai Paesi arabi, presentato durante un vertice della Lega Araba. Esso prevede:
- La formazione di un comitato amministrativo composto da 15 tecnici palestinesi, che gestirà la Striscia per una fase transitoria di sei mesi.
- Il rafforzamento della Palestinian Authority come entità responsabile della sicurezza e dell’amministrazione post-bellica.
Il contesto regionale
L’iniziativa riflette la posizione egiziana di supporto a una governance palestinese, autonoma da Hamas, e in linea con un piano che accentra la responsabilità della sicurezza nelle mani delle istituzioni palestinesi, con il sostegno regionale. Il coinvolgimento della Giordania, per il training, rafforza la dimensione multilaterale dell’impegno.
