Incidente a Terlizzi: tre ciclisti uccisi da un’auto, grave il conducente

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Domenica 3 agosto è stata segnata da una tragedia a Terlizzi, in provincia di Bari, dove tre ciclisti sono morti dopo essere stati travolti da un’auto sulla Strada Provinciale 231. Le vittime sono Sandro Abruzzese, 30 anni, Vincenzo Mantovani, 50, e Antonio Porro, 70: tutti facevano parte del gruppo sportivo Ciclo Avis di Andria. Il conducente della Lancia Delta, un 40enne barese, è rimasto gravemente ferito ed è ricoverato al Policlinico di Bari. Dopo l’impatto, la vettura è finita contro il guardrail. Altri due ciclisti del gruppo sono riusciti a evitare l’impatto.

L’incidente è avvenuto intorno alle 8:30 del mattino, mentre il gruppo percorreva la strada in direzione sud. Il conducente, secondo quanto emerso, ha chiamato lui stesso i soccorsi. I rilievi sono stati effettuati dai carabinieri con il supporto della polizia locale. La Procura di Trani ha aperto un’inchiesta con l’ipotesi di reato di omicidio stradale plurimo.

La notizia ha scosso profondamente la comunità di Andria. Il sindaco Giovanna Bruno ha espresso tutto il proprio dolore in una nota: “Provo solo immenso dolore. Penso e ripenso al bene di questi nostri concittadini, profuso attraverso la splendida realtà associativa dell’Avis. Mi stringo, nel silenzio, al dolore immane dei parenti, per questa tragedia che ha portato via un pezzo di noi tutti, con violenza atroce”. Bruno ha ricordato non solo la passione per la bicicletta delle vittime, ma anche il loro impegno civico, testimoniato dalla recente partecipazione a una campagna di sensibilizzazione alla donazione del sangue.

Anche la Federazione Ciclistica Italiana, comitato regionale Puglia, ha espresso cordoglio: “Una pedalata spensierata, in un mattino d’estate, non può e non deve mai tramutarsi nella fine della vita di nessuno. Un episodio tragico che si aggiunge a una preoccupante escalation di incidenti mortali, che stanno funestando le strade della nostra regione e dell’intero Paese. Ancora una volta, siamo costretti a constatare come la sicurezza dei ciclisti sulle strade italiane sia un’autentica emergenza. Non possiamo più assistere in silenzio a tragedie che si ripetono con sconcertante frequenza”.