Secondo le stime della Commissione Europea, entro il 2030 nasceranno circa 1,7 milioni di nuovi impieghi legati all’intelligenza artificiale. Un cambiamento epocale che coinvolgerà il mercato del lavoro europeo e che porterà alla nascita di figure professionali altamente specializzate. Tra queste, emerge il ruolo del prompt engineer, una nuova professione digitale destinata a diventare strategica per aziende, pubbliche amministrazioni e industrie creative.
Il prompt engineering consiste nella capacità di dialogare in modo efficace con i modelli linguistici di intelligenza artificiale, come quelli sviluppati da OpenAI e Google, attraverso la progettazione di comandi testuali (prompt) chiari e precisi. Questa figura sarà fondamentale in moltissimi ambiti, dalla comunicazione alla programmazione, dalla sanità alla finanza, contribuendo a ottimizzare le risposte generate dalle IA e a migliorare le performance dei sistemi.
Analizzando i pareri di alcuni tra i massimi esperti italiani in materia di innovazione, che concordano nel considerare il prompt engineering come uno dei pilastri delle professioni del futuro, insieme ad altri ruoli emergenti come i data ethicist, i knowledge curator e gli AI trainer. Competenze come la scrittura persuasiva, la logica computazionale e la comprensione dei linguaggi naturali saranno centrali nei percorsi formativi di domani.
L’Italia, secondo gli analisti, dovrà investire in formazione digitale e aggiornamento professionale per affrontare con successo questa transizione. Le università e le aziende stanno già muovendo i primi passi, ma sarà fondamentale accelerare per non restare indietro nella competizione globale per i talenti dell’IA.

