Maxi operazione antidroga colpisce il clan Mangialupi, 21 misure cautelari, tra cui 14 per traffico e estorsione

Una vasta operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Messina ha colpito duramente il clan Mangialupi, una delle organizzazioni mafiose più influenti della città, con base nel quartiere omonimo. L’operazione “Dominio”, coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Messina, ha portato all’esecuzione di 21 ordinanze di custodia cautelare, di cui almeno 14 legate a reati di traffico di stupefacenti ed estorsione .

Il cuore dell’indagine

Le indagini, durate circa due anni, hanno permesso di svelare un’organizzazione strutturata su più fronti illeciti: associazione mafiosa, spaccio di droga, estorsione, furti, rapine e gestione irregolare di apparecchi da gioco e scommesse. Il clan agiva con metodi violenti, controllando il territorio attraverso un sistema capillare di intimidazione e ricatti.

Gli arrestati e i loro ruoli

Tra gli arrestati figurano i vertici del clan come Domenico La VallePaolo De DomenicoFrancesco LaganàAntonino ScimoneAlfredo e Salvatore Trovato, e Giovanni Megna, accusati di associazione di stampo mafioso finalizzata a molteplici reati . Altri 14 soggetti sono stati arrestati per traffico di stupefacenti, estorsioni e detenzione illegale di armi .

Sequestri per milioni: un impero criminale sotto i sigilli

Le forze dell’ordine hanno sequestrato beni per un valore complessivo di circa 10 milioni di euro, tra cui tre società nel settore delle scommesse, 18 immobili (inclusi una villa di lusso e un attico), una rivendita di generi di monopolio e una barca gonfiabile usata come “cassa continua” dai mafiosi .

Ulteriori sequestri recenti hanno colpito un soggetto chiave del sodalizio, identificato come “cassiere”, con beni per oltre 300.000 euro, tra immobili, auto, e conti correnti intestati a prestanome .

Le dinamiche criminali

  • Gestione violenta del gioco d’azzardo: videoslot alterate, furti e danneggiamenti ai danni di chi non rispettava le logiche del clan .
  • Spaccio massiccio di stupefacenti con base operativa nel quartiere Mangialupi, che fungeva anche da canale per traffici alimentati da contatti esterni con la ‘Ndrangheta calabrese .
  • Intimidazioni selettive, come il pestaggio ai danni di un extracomunitario che aveva vinto alle slot del clan.

Esiti giudiziari: condanne e conferme

In un successivo filone processuale, 13 condanne sono state confermate (con pene fino a 16 anni e 2 mesi per Alfredo Trovato, 13 anni per La Valle), mentre alcuni imputati sono stati assolti o il procedimento è stato archiviato per altri