Allevamenti bovini valdostani a rischio per la dermatite nodulare in Alta Savoia

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Gli allevamenti bovini della Valle d’Aosta sono sotto minaccia a causa dei recenti focolai di dermatite nodulare contagiosa rilevati nella vicina Alta Savoia, in Francia. Il Ministero della Salute ha informato la Regione autonoma che l’area attorno al Colle del Piccolo San Bernardo, al confine con la Francia, rientra ora ufficialmente nella “zona di sorveglianza” stabilita dal protocollo sanitario europeo, che prevede un raggio di controllo di 50 chilometri attorno ai focolai.

In risposta all’allarme sanitario, la Valle d’Aosta ha già inoltrato al Ministero una richiesta urgente di fornitura di vaccini, ad oggi l’unica misura preventiva considerata realmente efficace contro la diffusione della malattia.

Ad Aosta si è svolta una riunione congiunta convocata dagli assessorati regionali alla Sanità e all’Agricoltura, coinvolgendo esperti del settore sanitario veterinario, rappresentanti degli allevatori e operatori della filiera lattiero-casearia. Durante l’incontro sono stati illustrati i rischi che la dermatite nodulare contagiosa comporta per l’economia zootecnica valdostana: pur non essendo pericolosa per l’uomo, la malattia impone, in caso di contagio, l’abbattimento obbligatorio dell’intero allevamento colpito.

Una minaccia che preoccupa in modo particolare per le razze bovine autoctone, simbolo dell’identità e della biodiversità agricola della regione. “Dal mese di giugno – dichiarano gli assessori Marco Carrel (Agricoltura) e Carlo Marzi (Sanità) – gli uffici regionali hanno avviato un confronto costante con il Ministero della Salute. Fin dai primi segnali di diffusione del virus, sono state attivate misure preventive e approfondimenti tecnici per costruire una strategia sanitaria completa e condivisa, a tutela della nostra zootecnia di montagna e delle razze bovine valdostane”.

L’allerta sanitaria è massima, mentre la Valle d’Aosta attende una risposta rapida dal Governo per avviare la vaccinazione preventiva, nell’auspicio di proteggere il comparto agricolo da conseguenze che potrebbero rivelarsi disastrose.