Un imprenditore 60enne è indagato per omicidio e occultamento di cadavere dopo aver ucciso uno dei tre rapinatori che nella notte tra domenica e lunedì si erano introdotti nella sua abitazione a Foria di Centola, nel Cilento.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i malviventi si sarebbero introdotti nella villetta dell’uomo con l’intento di compiere una rapina. L’imprenditore, in possesso di un fucile da caccia regolarmente detenuto, avrebbe sparato colpendo due dei tre aggressori. Uno dei rapinatori, un giovane albanese di circa 25 anni, è morto. Un secondo è rimasto ferito ed è ora ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Cardarelli di Napoli. Il terzo uomo è attualmente ricercato.
Le indagini, condotte dai carabinieri, hanno portato alla scoperta del corpo del rapinatore deceduto in una scarpata nei pressi di San Severino di Centola. Il cadavere era avvolto in alcuni teli: l’imprenditore ha confessato di averlo nascosto dopo lo scontro a fuoco.
Sebbene l’azione dell’uomo sia stata una reazione a un’aggressione, la Procura di Vallo della Lucania ha aperto un fascicolo nei suoi confronti per omicidio e occultamento di cadavere. Gli inquirenti stanno valutando se si sia trattato di legittima difesa o se vi sia stato un eccesso non giustificato dall’immediatezza della minaccia.
Il consigliere regionale Aurelio Tommasetti (Lega) ha commentato duramente l’accaduto, sostenendo che “non può essere messo sotto inchiesta chi difende la propria casa e la propria famiglia”, esprimendo solidarietà all’imprenditore.
La salma del giovane albanese è ora a disposizione dell’autorità giudiziaria per l’autopsia, mentre continuano le indagini per chiarire la dinamica dell’evento e individuare il terzo complice fuggito.
Il caso riapre il dibattito sulla legittima difesa e sulle responsabilità legali per chi reagisce a un’aggressione in ambito domestico. Ulteriori sviluppi sono attesi nei prossimi giorni.
