L’escalation del conflitto in Iran sta alimentando timori crescenti negli Stati Uniti, dove il Dipartimento della Sicurezza interna ha lanciato un nuovo allarme sul potenziale aumento del rischio di attentati e attacchi informatici. Secondo quanto riportato in un bollettino ufficiale, la minaccia è rappresentata soprattutto da hacker-attivisti filo-iraniani e da attori informatici legati al governo iraniano, che potrebbero colpire le reti statunitensi con azioni di basso livello ma potenzialmente destabilizzanti.
Il documento, diffuso dal dipartimento guidato da Kirsti Noem, sottolinea anche l’esistenza di un pericolo più ampio: l’Iran sarebbe da tempo impegnato a colpire funzionari del governo americano considerati responsabili della morte del generale Qassem Soleimani, ucciso in un raid statunitense all’aeroporto di Baghdad nel gennaio 2020.
Secondo l’intelligence statunitense, la probabilità di azioni violente da parte di estremisti interni potrebbe aumentare se la leadership iraniana dovesse emanare una sentenza religiosa che inciti alla vendetta contro obiettivi americani. Il bollettino mette inoltre in evidenza che recenti attacchi terroristici sul suolo statunitense sono stati motivati da sentimenti antisemiti o anti-israeliani, e che l’attuale conflitto tra Iran e Israele potrebbe contribuire a ispirare nuovi tentativi di attentato da parte di soggetti già radicalizzati.
