Secondo documenti ottenuti da Politico, l’amministrazione Trump avvierà già da mercoledì il trasferimento di almeno 9.000 migranti a Guantánamo Bay, sfruttando una struttura destinata finora a sospetti terroristi . È prevista una significativa escalation dopo i circa 500 trasferimenti registrati nei mesi scorsi.
Le ragioni del piano
L’amministrazione giustifica questa decisione con motivi logistici: la misura puntava a liberare spazio negli attuali centri di detenzione interni e a inviare “un forte segnale di deterrenza” ai migranti in arrivo .
Un precedente costoso e contestato
- Solo nei primi mesi, il trasferimento di migranti a Guantánamo è costato oltre 21 milioni di dollari, con circa 46 voli militari operati tra gennaio e aprile.
- Il costo giornaliero stimato è di circa 100.000 dollari per migrante, cifra enormemente superiore ai meno di 200 dollari per posto negli attuali centri sul suolo degli Stati Uniti .
Critiche e azioni legali
- Gruppi per i diritti civili, tra cui ACLU e CRC, hanno intentato cause legali per ostacolare l’uso di Guantánamo come prigione per migranti, denunciando violazioni dei diritti fondamentali .
- Organizzazioni attiviste hanno denunciato detenzioni “punitivi”, con limitazioni al contatto legale, perquisizioni invasive e isolamento estremo, giudicando le condizioni più dure rispetto a quelle delle prigioni interne .
Futuro incerto
Sebbene il piano sia già all’opera, il suo completo svolgimento resta incerto. Giudici federali hanno imposto limiti procedurali, richiedendo notifiche e tutele per i migranti trasferiti . Intanto, il rimpatrio dei migranti dovrebbe avvenire dopo una detenzione temporanea in struttura militare.
