La nave Madleen salpata da Catania per Gaza sfida il blocco israeliano: a bordo anche Greta Thunberg

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La nave Madleen della Freedom Flotilla, partita da Catania con l’obiettivo di consegnare beni di prima necessità nella Striscia di Gaza, potrebbe non arrivare mai a destinazione. Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha infatti ordinato alle Forze di Difesa Israeliane (IDF) di impedire l’accesso dell’imbarcazione alle acque di Gaza, ribadendo il divieto assoluto di violazione del blocco navale imposto da Israele.

A bordo della Madleen si trovano dodici attivisti internazionali, tra cui la nota ambientalista svedese Greta Thunberg, l’attivista brasiliano Thiago Ávila, l’eurodeputata franco-palestinese Rima Hassan e l’attore irlandese Liam Cunningham. La missione, secondo i promotori, ha l’intento di “rompere l’assedio illegale imposto da Israele”, denunciando la crisi umanitaria in corso e la carestia che colpisce duramente la popolazione civile palestinese.

Il ministro Katz ha rilasciato una dichiarazione durissima in cui definisce Greta Thunberg “antisemita”, avvertendola pubblicamente: “Non permetteremo a nessuno di violare il blocco navale. Ho dato istruzioni alle IDF affinché la Madleen non raggiunga Gaza. A Greta e ai suoi amici dico chiaramente: tornate indietro, perché non raggiungerete Gaza”. Katz ha ribadito che il blocco serve a impedire il trasferimento di armi a Hamas, definita “organizzazione terroristica omicida”.

Intanto, dalla nave Madleen si segnalano presunte interferenze al sistema GPS, che secondo gli attivisti potrebbero indicare un imminente intervento militare. Le tensioni sono alte mentre la Madleen prosegue la sua rotta nel Mediterraneo orientale, in un’area sempre più sotto osservazione delle autorità israeliane.

La Freedom Flotilla Coalition, che coordina l’operazione, accusa Israele di ostacolare il diritto internazionale umanitario impedendo l’arrivo di aiuti vitali via mare. Mentre la Striscia di Gaza continua a vivere una crisi devastante, dove secondo fonti locali nascono oltre 130 bambini al giorno, cresce l’attenzione internazionale su questa nuova missione umanitaria e sulle possibili conseguenze di un intervento armato.