Mosca diffida della Cina: un documento segreto dell’FSB rivela timori su spionaggio cinese in Russia

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Un documento riservato dell’FSB, i servizi segreti interni della Federazione Russa, ottenuto dal New York Times, svela crescenti sospetti del Cremlino nei confronti della Cina, nonostante la narrativa ufficiale che presenta Mosca e Pechino come alleati strategici. Il rapporto, privo di data ma che gli analisti situano tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024, rivela che le autorità russe considerano le attività di intelligence cinesi una minaccia crescente, in particolare dopo l’invasione russa dell’Ucraina.

Secondo il contenuto del documento, Pechino avrebbe intensificato operazioni di spionaggio sul territorio russo, con l’obiettivo di sottrarre segreti militari, raccogliere informazioni sensibili e infiltrare propri agenti nei settori strategici dello Stato russo. Particolare attenzione, si legge, sarebbe stata riservata ai dossier relativi alla guerra in Ucraina e alle tecnologie militari russe.

Questa rivelazione getta una luce differente sui rapporti tra Russia e Cina, mostrando che, al di là della retorica diplomatica, permangono tensioni e diffidenze profonde. Mosca teme che Pechino, pur mantenendo pubblicamente una posizione neutrale e cooperativa, stia approfittando del momento di debolezza geopolitica della Russia per espandere la propria influenza e raccogliere informazioni cruciali per i suoi interessi strategici.

Il documento dell’FSB, benché classificato come una bozza, rappresenta un segnale chiaro che anche tra i partner dichiarati possono celarsi rivalità sotterranee e sospetti di lungo corso, alimentati da un contesto internazionale sempre più instabile.