di Umberto Zollo
Il maltempo mette a rischio la penultima tappa del Giro d’Italia. L’iconico passaggio in Val di Viù e sul Colle del Lys, previsto per sabato 31 maggio, potrebbe saltare a causa di tredici frane che hanno devastato il territorio di Rubiana nel Torinese. Le frane, concentrate in appena 500 metri, hanno reso impraticabile la strada verso Villar Dora, creando un serio problema logistico e di sicurezza per l’organizzazione del Giro.
Una tappa attesa da mesi, il celebre “tappone alpino” di oltre 200 chilometri, rischia così di essere compromessa. Un colpo non solo per lo spettacolo sportivo, ma anche per l’economia locale. Il passaggio della corsa rosa porta visibilità, turisti, ricavi per bar, alberghi e ristoratori, oltre alle telecamere accese su territori spesso dimenticati.
I tecnici di RCS Sport, accompagnati dalla Polizia Stradale, hanno effettuato un sopralluogo tra buche, detriti e terreni franati. Al momento, non è stata presa alcuna decisione definitiva: ci si prende due settimane di tempo per valutare la possibilità di interventi rapidi che possano consentire il passaggio in sicurezza della carovana del Giro.
Nel frattempo, la Città Metropolitana di Torino ha già impegnato mezzo milione di euro per interventi urgenti sulla SP 197 del Colle del Lys, in particolare nella zona della frazione Sabbionera. Il vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo ha confermato che, pur in presenza di cedimenti lato valle, non sono stati riscontrati danni strutturali gravi. I lavori di disgaggio della frana, la posa di reti di protezione e l’arrivo di new jersey in cemento armato dovrebbero consentire la riapertura a senso unico alternato entro il 17 maggio.
Nonostante gli sforzi, resta l’ombra di un ritardo cronico nella manutenzione delle strade montane, vittime di tagli e gestioni discontinui. Il dissesto idrogeologico, pur essendo una minaccia nota, continua a sorprendere istituzioni e territori impreparati. E così, ancora una volta, un evento sportivo rischia di diventare l’ennesima occasione persa per territori già fragili.
A complicare ulteriormente il quadro, anche la diciannovesima tappa del Giro, che dovrebbe toccare Nomaglio, Settimo Vittone e Borgofranco, è in forse. Le piogge torrenziali di aprile hanno lasciato segni profondi anche nel Canavese, con strade secondarie compromesse e numerose frane segnalate.
In particolare, a Borgofranco, il sindaco Fausto Francisca ha lanciato una proposta provocatoria: accorciare il tracciato, facendo partire la tappa proprio dal suo comune. L’ipotesi ha suscitato discussioni accese, sollevando interrogativi sulla reale capacità dei territori montani di accogliere un evento ciclistico internazionale in tempi di emergenza climatica permanente.
Nel caso il Colle del Lys dovesse risultare impraticabile, si stanno già valutando percorsi alternativi. Tra questi, la direttrice de La Mandria, o le strade secondarie della Val Ceronda e della Val Casternone. Tuttavia, gli addetti ai lavori lo considerano un piano B di ripiego. Il Colle del Lys non è solo un passaggio: è simbolo, mito, memoria. Escluderlo sarebbe come togliere l’anima alla tappa. Il destino, ora, è nelle mani del tempo, quello meteorologico e quello della burocrazia. Se nei prossimi giorni gli interventi promessi verranno completati, il sogno del passaggio potrà realizzarsi. Altrimenti, la carovana del Giro passerà altrove, lasciando dietro di sé strade rotte e un’altra occasione perduta.
