Qatar: “I negoziati su Gaza sono in stallo, ma i mediatori non si fermano”

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I negoziati tra Israele e Hamas per una tregua nella Striscia di Gaza sono attualmente “a un punto morto”. Lo ha dichiarato Majed Al-Ansari, consigliere del premier del Qatar e portavoce del ministero degli Esteri, durante un’intervista esclusiva concessa all’ANSA a Roma. Nonostante la fase di stallo, Qatar, Egitto e Stati Uniti continuano a lavorare per riavvicinare le parti.

“Parlare di situazione difficile è un eufemismo”, ha detto Al-Ansari, riferendosi al fallimento dell’ultima tregua a metà marzo. “Israele sta attraversando una profonda crisi politica che complica ulteriormente il percorso verso la pace. Ma noi non ci fermiamo: ogni spiraglio va coltivato”.

“Proteggere anche i piccoli progressi”

Al-Ansari ha ribadito il ruolo cruciale dei mediatori: “Anche i progressi limitati vanno tutelati. Dobbiamo mantenere vivo lo slancio negoziale e ampliare ogni possibile margine di accordo”.

Emergenza umanitaria e attacchi ai convogli

Sul fronte umanitario, il Comitato internazionale della Croce Rossa ha lanciato l’allarme: l’assistenza a Gaza è “sul punto di collassare”. Il rappresentante qatarino ha denunciato un attacco aereo israeliano contro una nave civile che trasportava aiuti umanitari al largo di Malta.

“Gli aiuti non devono diventare arma di pressione nei negoziati. Due milioni e 300mila persone stanno soffrendo fame, sete e malattie perché l’accesso è stato gravemente limitato. È un fallimento della comunità internazionale”, ha detto Al-Ansari.

Il ruolo del Qatar: fermezza e contatti

Pur non avendo normalizzato le relazioni con Israele, il Qatar mantiene canali di comunicazione diretti, e da anni fornisce aiuti a Gaza anche attraverso l’autorizzazione delle autorità israeliane.

“La nostra posizione sulla causa palestinese è chiara: non ci sarà una soluzione finché non nascerà uno Stato palestinese vero, che offra speranza e sicurezza al proprio popolo”, ha ribadito Al-Ansari. “Finché durerà l’occupazione, durerà il conflitto. Ma ciò non significa che dobbiamo smettere di cercare vie per fermare la violenza”.

Cisgiordania, Siria e Libano: “Instabilità alimentata”

Al-Ansari ha infine commentato anche la situazione oltre Gaza. “La politica israeliana in Cisgiordania è chiaramente colonialista e peggiora la sofferenza. I bombardamenti su Damasco e l’occupazione nel sud del Libano sono segnali di una pericolosa escalation”.

E ha concluso: “I conflitti prolungati destabilizzano l’intera regione e riducono drasticamente le prospettive di sicurezza a lungo termine per tutti”.