Corruzione, chiesti gli arresti domiciliari per il sindaco di Molfetta

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È bufera a Molfetta, in provincia di Bari, dove la Procura di Trani ha chiesto gli arresti domiciliari per otto persone, tra cui il sindaco Tommaso Minervini. L’accusa: un sistema fatto di collusioni, promesse e mezzi fraudolenti, volto a pilotare appalti pubblici e a escludere concorrenti scomodi da gare che, all’apparenza, sembravano regolari.

L’inchiesta della Guardia di Finanza si è concentrata su presunte irregolarità legate alla gara per la realizzazione della nuova area mercatale, il cui cantiere fu sequestrato. Da lì sarebbero emerse ulteriori anomalie, documentate anche da intercettazioni telefoniche e ambientali.

Secondo gli inquirenti, la gara sarebbe stata costruita ad hoc da figure esperte in ambito amministrativo e legale, ma con finalità illecite. A Minervini viene contestato lo scambio di favori in cambio di appoggi elettorali. In un’intercettazione, ad esempio, il sindaco parlerebbe con l’imprenditore portuale Vito Leonardo Totorizzo di un bando per il porto, esprimendo l’intenzione di agevolarlo nella stesura dei requisiti. In un’altra conversazione, emergerebbe la promessa di un incarico in una municipalizzata.

Tra gli otto indagati figurano anche dirigenti e funzionari comunali: Alessandro Binetti, Lidia De Leonardis (58 anni), Domenico Satalino (54), e Mario Morea (64), oltre all’autista del sindaco, Tommaso Messina (66), l’imprenditore Totorizzo (79) e il luogotenente della Guardia di Finanza Michele Pizzo (60). Le accuse, a vario titolo, vanno dalla corruzione alla turbativa d’asta, passando per peculato e falso, in un totale di 21 capi d’imputazione.

Il giudice per le indagini preliminari di Trani, Marina Chiddo, ha fissato per il 2 maggio l’interrogatorio preventivo del primo cittadino.

In un post sui social, Minervini ha espresso il suo rammarico: “Dopo lunghi anni di indagini, dovrò essere interrogato in relazione a vicende amministrative per cui la Procura chiede misure cautelari. Sono profondamente addolorato e mortificato. Le contestazioni si riferiscono a circostanze della gestione politico-amministrativa della città che ho sempre condotto nell’interesse della collettività.”

Il sindaco si dice fiducioso di chiarire presto ogni aspetto di questa “incresciosa e imbarazzante situazione”.