La testimonianza choc di Nors Man Lapaz, madre del 23enne reo confesso: “Ho temuto per la mia vita”
“Sembrava un demonio, ho avuto paura”. Con queste parole Nors Man Lapaz, madre di Mark Antony Samson, il 23enne che ha confessato l’omicidio di Ilaria Sula, ha descritto ai pubblici ministeri i momenti immediatamente successivi al delitto avvenuto il 26 marzo 2025 nell’appartamento di via Homs, nel quartiere Africano della capitale.
Durante l’interrogatorio avvenuto in Questura lo scorso 7 aprile, la donna – ora indagata per concorso in occultamento di cadavere – ha raccontato di essersi trovata davanti a una scena agghiacciante: “Mi ha aperto la porta. La faccia di Mark non era la sua. Era rosso, tremava forte, da far paura. Mi ha detto ‘non ho dormito, non ho mangiato…’. Lo diceva come fosse posseduto. Ho avuto paura che potesse fare del male anche a me”.
Il racconto della madre: “C’era una donna con la faccia a terra”
Lapaz ha continuato la sua testimonianza dichiarando: “Ho visto una donna con la faccia a terra. Gli ho detto ‘amore, cosa hai fatto?’ E lui, in filippino, mi ha risposto: ‘Se non lo facevo io, ammazzavano me’. Come a dire che era stato costretto a ucciderla per salvare se stesso”.
L’appartamento in cui è avvenuto l’omicidio è ora sotto sequestro. Le indagini proseguono per chiarire il movente e il ruolo esatto della madre nel presunto tentativo di occultamento del cadavere.
Un delitto che ha sconvolto Roma
Il caso di Ilaria Sula, una giovane donna brutalmente uccisa, ha scioccato l’opinione pubblica. La dinamica dell’omicidio e il coinvolgimento della madre dell’assassino hanno aggiunto ulteriore orrore a una vicenda già drammatica. Gli inquirenti stanno vagliando ogni dettaglio, anche alla luce della fragile condizione psicologica di Samson al momento dell’arresto.
