Caso Paolo Calissano, rinviato a giudizio il suo amministratore di sostegno

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E’ accusato di aver circuito l’attore e di avergli sottratto oltre 500 mila euro. La giudice dell’udienza preliminare Angela Nutini ha rinviato a giudizio l’avvocato Matteo Minna. L’amministratore di sostegno di Paolo Calissano, l’attore genovese stroncato a Roma il 29 dicembre 2021 da un mix di farmaci antidepressivi. Oltre a Calissano (il fratello Roberto è parte civile e anche oggi era presente In udienza, assistito dall’avvocata Santina Ierardi), l’amministratore di sostegno avrebbe sottratto soldi a una donna con problemi di dipendenze e ad altri tre amministrati. Minna, difeso dagli avvocati Enrico Scopesi e Maurizio Mascia, era anche finito agli arresti domiciliari con l’accusa di peculato aggravato, falsità ideologica – perché avrebbe redatto false relazioni di sintesi sull’andamento delle amministrazioni di sostegno a lui affidate -, falsa perizia per errore determinato da inganno perché avrebbe indotto in errore il consulente incaricato dal giudice tutelare di Genova di esaminare la gestione patrimoniale e la regolarità dei rendiconti presentati in relazione agli incarichi ricevuti. E’ anche accusato di circonvenzione di incapace. Per gli investigatori della guardia di finanza, l’avvocato avrebbe prelevato ripetutamente dai conti correnti degli assistiti cifre che poi sarebbero confluite sul suo conto personale. Il pm Francesco Cardona Albini all’ultima udienza gli ha contestato anche l’accusa di omissione d’atti d’ufficio. Il dibattimento inizierà il prossimo 3 luglio.