“Salvini deve tornare al Viminale”: dal congresso della Lega una nuova grana per Meloni

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A Firenze, durante il congresso della Lega, si è alzato forte e chiaro il coro del partito a sostegno del ritorno di Matteo Salvini al Ministero dell’Interno. Un messaggio diretto alla premier Giorgia Meloni, che solo pochi mesi fa aveva chiuso con decisione ogni spiraglio sulla possibilità di un cambio al Viminale: “Salvini sarebbe un ottimo ministro degli Interni. Però anche Piantedosi lo è e lo ringrazio. Non penso sia una cosa all’ordine del giorno”. Parole che suonavano come una porta sbattuta in faccia alle ambizioni del leader leghista. Ma da Firenze, la Lega rilancia, con convinzione.

A guidare l’offensiva è Riccardo Molinari, capogruppo alla Camera, che dal palco non usa mezze misure: “Serve un lavoro straordinario sulla sicurezza, che solo Matteo Salvini può fare tornando al Viminale”. Aggiunge che Salvini ha già dimostrato di sapersi mettere in gioco “rischiando la propria vita e la libertà personale” per affrontare i temi dell’immigrazione e della sicurezza. Le sue parole accendono l’entusiasmo della platea, che esplode in una standing ovation. Il messaggio è chiaro: il partito è compatto nel voler riportare il “Capitano” al suo vecchio ministero.

Non si tratta di una richiesta isolata. La linea è condivisa e sostenuta anche da altri pezzi da novanta del Carroccio, come il senatore Romeo e i vicesegretari federali Stefani, Crippa e Durigon. Andrea Crippa, intervistato da Piazza Pulita, puntualizza: “Non abbiamo chiesto un rimpasto, ma che Salvini possa tornare dov’era e dove ha fatto un ottimo lavoro. Piantedosi? Non lo buttiamo via, anzi. Sarebbe il primo a essere felice”.

Il piano della Lega appare già delineato: Matteo Piantedosi candidato alla presidenza della Regione Campania e Salvini di nuovo ministro dell’Interno. Una mossa politica che mira a capitalizzare il consenso interno al partito e al contempo rimettere Salvini al centro del dibattito nazionale su sicurezza e immigrazione, i suoi cavalli di battaglia.

Ma per Giorgia Meloni si profila l’ennesima grana da gestire nella maggioranza. La premier, al momento, non sembra intenzionata a cedere. Tuttavia, l’insistenza della Lega e il clima del congresso non lasciano spazio a dubbi: il pressing per riportare Salvini al Viminale è appena cominciato.