Arrestato 22enne con oltre 4 kg di droga in casa, abitazione trasformata in magazzino

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di Umberto Zollo

Un giovane italiano di 22 anni è stato tratto in arresto dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Torino con l’accusa di detenzione di stupefacenti finalizzata allo spaccio. L’operazione, conclusa nella serata del 25 marzo, ha portato al sequestro di oltre 4,6 kg di droga, tra hashish, marijuana e cocaina, oltre a strumenti per il dosaggio e il confezionamento.

Il fermo è scattato dopo un’indagine avviata dai militari, allertati dal sospetto viavai di persone in un appartamento situato in una zona periferica della città. Le investigazioni, supportate da immagini di videosorveglianza e servizi di osservazione, hanno confermato i movimenti insoliti, spianando la strada a una perquisizione domiciliare. All’interno dell’abitazione, i Carabinieri hanno rinvenuto 32 panetti di hashish (3,187 kg), 3 panetti di marijuana (1,179 kg), 315 grammi di cocaina suddivisi in due sacchetti, un bilancino elettronico di precisione e materiale per l’imballaggio. L’arrestato, già noto alle forze dell’ordine per precedenti illeciti, avrebbe utilizzato la propria casa come centro logistico per lo stoccaggio e la distribuzione della droga.

L’uomo è stato trasferito nel carcere torinese “Lorusso e Cutugno”, in attesa delle valutazioni dell’autorità giudiziaria. Come precisato nel comunicato, i provvedimenti restano soggetti alla presunzione di non colpevolezza fino a una sentenza definitiva. Il caso rientra in una serie di operazioni mirate a contrastare il narcotraffico nella provincia, dove il Nucleo Radiomobile ha intensificato i controlli nelle aree periferiche, spesso teatro di attività illecite.

Secondo recenti dati della Prefettura, Torino registra un aumento del 12% di sequestri di stupefacenti nel 2023 rispetto all’anno precedente, con un picco di interventi nelle zone meno centrali. L’arresto del 22enne sottolinea la tendenza dei trafficanti a utilizzare abitazioni private come depositi, complicando le attività investigative. Pur nella gravità delle accuse, si ricorda che le indagini sono ancora in fase preliminare. Spetterà ora al tribunale valutare le prove e stabilire le responsabilità penali. Intanto, l’efficacia dell’operazione conferma l’impegno delle forze dell’ordine nel contrasto a un fenomeno che, come evidenziato dai numeri, richiede risposte sempre più incisive.