di Umberto Zollo
L’Unione Ciclistica Internazionale ha deciso di multare Isaac Del Toro, 21enne messicano della UAE Emirates, con una penalità di 200 franchi svizzeri (circa 210 euro) e l’annullamento dei punti guadagnati dalla sua squadra dopo la strepitosa vittoria nella Milano-Torino, conquistata lo scorso mercoledì 19 marzo sul traguardo di Superga. Il motivo? Il giovane corridore è arrivato al traguardo con la maglia aperta, che mostrava il suo petto nudo, con la sola fascia del cardiofrequenzimetro a coprirlo.
Secondo l’UCI, il suo comportamento avrebbe danneggiato “l’immagine dello sport“. In base alla visione dell’ente supremo che regola il ciclismo a livello mondiale, Del Toro avrebbe dovuto rimettersi in ordine prima dello sprint che lo ha visto prevalere sul britannico Ben Tulett della Visma-Lease A Bike e sul norvegese Tobias Johannessen della Uno-X Mobility. Poco importa, evidentemente, che nei minuti precedenti il giovane messicano avesse scalato a tutta l’impegnativa salita della collina torinese, in una giornata tutt’altro che fresca, dedicando il finale della gara a superare i suoi avversari.
La motivazione della sanzione è legata all’articolo 2.12.007-8.6 del regolamento, che prevede sanzioni per chi si rende colpevole di “un comportamento sconveniente o inappropriato (in particolare spogliarsi o urinare in pubblico all’inizio, alla fine o durante la gara) creando danno all’immagine dello sport“. Così, Del Toro è stato punito con la perdita di “zero” punti validi per la classifica generale della sua squadra e una multa di circa 210 euro, solo per essere arrivato al traguardo “sbottonato“.
Tuttavia, al di là di una sanzione che rasenta l’assurdo e sembra configurarsi come un autentico autogol dell’UCI, c’è un altro aspetto che merita attenzione: lo stesso Del Toro aveva già spiegato il motivo per cui era giunto a Superga in quelle condizioni, con la parte superiore della tuta completamente aperta e a torso nudo. La zip della maglia si era rotta, impedendogli di chiuderla correttamente. Una spiegazione che, evidentemente, non è stata considerata sufficiente dall’Unione Ciclistica, che ha deciso di infliggere una sanzione immediata, altrettanto imbarazzante quanto ingiustificata. È difficile non notare la singolare discrepanza tra la severità della punizione e il fatto che Del Toro abbia comunque portato a termine una prestazione straordinaria, mettendo in ombra l’irragionevolezza di una decisione che sembra più mirata a preservare l’immagine di un’istituzione che a tutelare il vero spirito dello sport.
