Ucciso il leader dell’Isis in Iraq, Trump esulta: “La sua miserabile vita è finita”

Condividi

Le forze di sicurezza irachene, con il supporto della coalizione guidata dagli Stati Uniti, hanno ucciso Abdullah Maki Musleh al-Rifai, noto anche come Abu Khadija, leader dell’Isis in Iraq. L’operazione è avvenuta venerdì 14 marzo e rappresenta un duro colpo per l’organizzazione terroristica.

L’annuncio è stato dato dal primo ministro iracheno Mohammed Shia al-Sudani e subito dopo confermato dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha celebrato l’operazione con un messaggio sul suo social Truth. “Oggi il leader fuggitivo dell’Isis in Iraq è stato ucciso. È stato braccato senza sosta dai nostri intrepidi combattenti. La sua miserabile vita è stata stroncata, insieme a un altro membro dell’Isis, in coordinamento con il governo iracheno e il governo regionale curdo. Pace attraverso la forza!”, ha scritto Trump.

Poco dopo il suo insediamento a febbraio, Trump aveva già ordinato un attacco aereo contro una base dello Stato Islamico, uccidendo quindici miliziani, tra cui una figura chiave nella pianificazione degli attentati. “Il messaggio per l’Isis e per chiunque altro voglia colpire gli americani è che vi troveremo e vi uccideremo”, aveva dichiarato il presidente statunitense.

Lo Stato Islamico, che nel 2014 aveva imposto un califfato su vaste aree di Siria e Iraq sotto la guida di Abu Bakr al-Baghdadi, ha subito negli anni pesanti sconfitte territoriali e la perdita dei suoi principali leader. Tuttavia, secondo il comando centrale degli Stati Uniti, il gruppo sta cercando di riorganizzarsi in Medio Oriente, Occidente e Asia. L’uccisione di Abu Khadija rappresenta un altro duro colpo per l’Isis, ma la minaccia del terrorismo islamico resta ancora alta.