“Pronti a combattere”: la Cina risponde a Trump e aumenta la spesa per la difesa

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La Cina ha risposto duramente agli Stati Uniti, dichiarandosi pronta a “combattere fino alla fine” contro quella che definisce una “guerra tariffaria, commerciale o di qualsiasi altro tipo di guerra”. Questo messaggio arriva in risposta all’amministrazione Trump, che ha raddoppiato le tariffe al 20% sui prodotti provenienti dalla Cina. Il duro avvertimento è stato lanciato tramite un tweet dall’ambasciata cinese negli Stati Uniti, diretto al presidente Donald Trump.

Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lin Jian, ha ulteriormente ribadito la posizione di Pechino, affermando che se gli Stati Uniti continueranno a danneggiare gli interessi cinesi, la Cina risponderà “di conseguenza”. Gli Stati Uniti accusano la Cina, insieme a Canada e Messico, di non fermare l’afflusso di fentanyl, un oppioide che sta causando un’epidemia negli Stati Uniti.

Nel frattempo, la Cina ha annunciato un aumento del 7,2% della spesa per la difesa nel 2025, mantenendo lo stesso livello dell’anno precedente. Con un budget di 1.780 miliardi di yuan (circa 232,2 miliardi di euro), la Cina possiede il secondo più grande budget militare al mondo, ma è ancora molto lontana da quello degli Stati Uniti, che è ben superiore. Il presidente cinese Xi Jinping ha fissato come obiettivo la modernizzazione completa delle forze armate entro il 2035, con lo sviluppo di nuovi missili, navi, sottomarini e tecnologie di sorveglianza avanzate. L’esercito cinese sta inoltre intensificando gli addestramenti e le esercitazioni, molti dei quali riguardano scenari di conflitto legati a Taiwan.

In relazione a Taiwan, la Cina ha ribadito la sua intenzione di procedere con la riunificazione dell’isola, opponendosi fermamente alle interferenze esterne. Il premier cinese, Li Qiang, ha dichiarato durante la sessione annuale del Congresso nazionale del popolo che Pechino “avanzerà con decisione la causa della riunificazione della Cina” e lavorerà con i suoi connazionali a Taiwan per raggiungere l’obiettivo del “ringiovanimento della nazione cinese”.

La tensione tra Stati Uniti e Cina sembra destinata ad intensificarsi, con Pechino pronta a rispondere in maniera forte su tutti i fronti, sia commerciale che militare, mentre il confronto sulla questione di Taiwan rimane al centro delle preoccupazioni geopolitiche globali.