Dopo un incontro di due ore a Palazzo Chigi, il presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati (ANM), Cesare Parodi, ha tracciato un bilancio chiarendo che non c’è stato un accordo concreto, ma solo una maggiore chiarezza sul futuro della riforma della separazione delle carriere. Parodi ha definito l’incontro come un momento utile per “andare avanti per la nostra strada” come magistrati, mentre il governo ha ribadito la sua intenzione di proseguire con la riforma.
“Non mi aspettavo di più”, ha detto Parodi, precisando che non considera l’incontro un fallimento, ma un’opportunità di chiarezza. L’ANM, ha sottolineato, intende proseguire con la propria attività e con la volontà di arrivare alla gente, rendendo il proprio punto di vista chiaro. “Ora sappiamo che il processo va avanti, legittimamente, nell’ambito di una procedura costituzionale che rispettiamo”, ha aggiunto il presidente dell’ANM, indicando che la magistratura continuerà a essere parte del dibattito democratico.
Durante l’incontro, però, non è stato affrontato il tema del sorteggio temperato, un argomento di discussione che Parodi aveva già ritenuto non prioritario, conoscendo le difficoltà legate ai tempi e alla necessità di approvare la riforma prima della fine della legislatura. Infatti, come ha spiegato il presidente dell’ANM, “se il governo vuole approvare la riforma in questa legislatura, non c’è spazio per correzioni o modifiche, altrimenti il processo dovrebbe ripartire da capo”.
Con queste parole, Parodi ha posto l’accento sulla necessità di chiarezza: “Meglio così, chiarezza per tutti, rispetto per tutti”. Pur non avendo ottenuto modifiche, l’ANM ha manifestato l’intenzione di andare avanti con serenità, dichiarando che, se la riforma verrà approvata, la magistratura sarà pronta ad applicarla.

