La legge “Salva Milano”, al centro di una polemica che sta scuotendo la politica italiana, è stata coinvolta in un’inchiesta giudiziaria che sta gettando ombre sul suo iter legislativo. Dalle intercettazioni e dalle indagini condotte dalla procura di Milano è emerso che la scrittura della proposta di legge, già approvata dalla Camera e attualmente in discussione al Senato, è stata influenzata da interessi privati. Le indagini hanno coinvolto Giovanni Oggioni, architetto arrestato con le accuse di corruzione, falso e depistaggio, e Marco Cerri, progettista ed ex membro della commissione paesaggio del Comune di Milano.
Oggioni, ex vicepresidente della Commissione per il paesaggio di Milano e dirigente dello Sportello unico per l’edilizia (Sue), avrebbe preso parte alla stesura di alcuni emendamenti alla legge “Salva Milano”, con l’intento di bloccare le indagini sull’urbanistica e proteggere il sistema edilizio milanese da future inchieste. Secondo l’ordinanza firmata dal gip Mattia Fiorentini, l’obiettivo era confezionare una legge che agisse sulle violazioni urbanistiche più evidenti e mettesse al sicuro gli interessi legati a determinati progetti edilizi. Nelle intercettazioni emergono anche i nomi di diversi esponenti politici non indagati, tra cui Tommaso Foti, Maurizio Lupi e Alessandro Morelli.
La proposta di legge, che intende “liberare” 150 progetti edilizi bloccati dalla procura di Milano per presunti abusi, consentirebbe la costruzione di edifici molto più alti di quelli precedenti, con diversa destinazione d’uso. L’approvazione della legge sarebbe avvenuta attraverso una segnalazione certificata di inizio attività (Scia), eludendo la necessità di piani attuativi comunali, come richiesto dalla normativa vigente. Il provvedimento, già approvato dalla Camera, è ora al vaglio del Senato e potrebbe essere approvato definitivamente nelle prossime settimane.
Le intercettazioni hanno suscitato un forte clamore politico, con diverse voci che chiedono di fermare l’iter legislativo della legge. Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, ha sollecitato un blocco immediato del provvedimento, accusando la politica milanese di difendere un sistema corrotto. Agostino Santillo, deputato del Movimento 5 Stelle, ha parlato di “game over” per il Parlamento, invitando i deputati a fermare la legge in Senato.
Maurizio Lupi, uno degli esponenti politici citati nelle intercettazioni, ha respinto le accuse, dichiarando che non c’era nulla di nascosto e che consultare esperti e professionisti per migliorare la qualità delle leggi è una prassi comune. Secondo Lupi, il gruppo parlamentare non scrive leggi sotto dettatura, ma redige le proposte in autonomia, basandosi sulle informazioni e gli spunti ricevuti.
La vicenda legata alla legge “Salva Milano” continua a far discutere, e potrebbe avere ripercussioni sul governo Meloni e sull’immagine del Parlamento. Nonostante le difese dei politici coinvolti, la pressione crescente e le rivelazioni delle indagini potrebbero portare a una revisione della proposta di legge, fermandone l’approvazione.
