Il voto all’ombra della recessione

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Le elezioni federali tedesche, tra le più attese e incerte degli ultimi anni, si svolgeranno in un contesto economico critico. Chiunque emerga come vincitore dovrà affrontare la difficile sfida del rilancio economico della Germania, che non è più la locomotiva d’Europa. Da ormai due anni, infatti, l’economia tedesca è in recessione e la situazione potrebbe ulteriormente peggiorare, anche a causa delle prospettive di una guerra commerciale legata ai dazi imposti dagli Stati Uniti. Gli elettori tedeschi si avvicinano alle urne con la principale preoccupazione rivolta all’economia, come sottolinea l’Ispi.

Il Paese sembra trovarsi in una fase di stallo, simile a quella degli anni ’90, quando fu definito il “Grande Malato d’Europa” a causa degli ingenti costi della riunificazione, dopo il crollo del Muro di Berlino e la fine dei regimi del blocco sovietico. Dopo il 2020, la Germania ha faticato a ritrovare la spinta economica che l’aveva caratterizzata nel decennio precedente. Sebbene abbia recuperato i livelli pre-pandemia solo all’inizio del 2022, a fine anno l’economia ha incontrato nuovi ostacoli, segno di una crescita stagnante.

L’invasione russa dell’Ucraina ha avuto un impatto significativo sulla Germania, tra i Paesi europei che ha pagato il conto più alto a causa delle sue forti interconnessioni economiche con la Russia. L’elevata dipendenza della Germania dalle forniture di gas naturale russo l’ha resa particolarmente vulnerabile: nel 2021, le importazioni di gas dalla Russia costituivano il 57% del totale consumato in Germania, un dato ben superiore alla quota italiana, che si fermava al 38%. Con il conflitto in Ucraina e la crescente incertezza geopolitica, il futuro economico della Germania appare più incerto che mai.