Le proteste in Germania non si placano dopo la controversa decisione di Friedrich Merz, leader della CDU, di appoggiarsi ai voti dell’ultradestra per sostenere una legge sulla stretta all’immigrazione. A tre settimane dal voto, Berlino si prepara a una grande manifestazione per ribadire il rifiuto di qualsiasi collaborazione con Alternative für Deutschland (AfD).
La mobilitazione, intitolata “La rivolta delle persone perbene: noi siamo il Brandmauer!” (il “muro di protezione” contro l’estrema destra), prevede la partecipazione di oltre 20.000 persone. Nel pomeriggio, cortei partiranno dal Bundestag per raggiungere la Konrad Adenauer Haus, sede della CDU, dove Merz presenterà il programma del partito. Tra gli interventi più attesi, spiccano quelli del giurista e filosofo ebreo Michel Friedman, che ha recentemente lasciato la CDU in segno di protesta, e di figure di spicco come l’attivista Luisa Neubauer e la scrittrice Carolin Emcke.
Merz: “Nessuna collaborazione con l’AfD”
Nel pieno della tensione, Friedrich Merz ha assicurato che la CDU non collaborerà con AfD: “Non ci sarà alcuna cooperazione. Noi lottiamo per avere maggioranze al centro del sistema democratico”. Il leader conservatore ha ribadito questa posizione durante una conferenza stampa alla vigilia del congresso del partito. Alla domanda diretta se accetterà voti da AfD per ottenere la maggioranza, ha risposto con un netto “no”, garantendolo “personalmente”.
Merz ha poi attribuito le difficoltà politiche attuali al governo della coalizione semaforo, sostenendo che la CDU presenterà un “programma blitz” per affrontare la questione migratoria con un nuovo piano d’azione.
La CSU chiude la porta all’AfD
Anche Markus Söder, leader della CSU e governatore della Baviera, ha escluso categoricamente qualsiasi alleanza con l’ultradestra: “L’AfD è il nemico della nostra democrazia e rimane un avversario del sistema”. Söder ha definito Alternative für Deutschland “un partito radicale di destra e anticostituzionale”, accusandolo di voler uscire dalla NATO, dall’UE e dall’euro, mettendo così a rischio la stabilità economica e la sicurezza della Germania.
Pur prendendo le distanze dall’AfD, Söder ha difeso Merz sulla necessità di una svolta nella politica migratoria. Ha sottolineato che la CDU e la CSU non hanno tradito il voto sulla legge sull’immigrazione, ma ha anche precisato che la stretta sui migranti deve essere portata avanti senza il sostegno della destra radicale.
Con le tensioni in aumento e le elezioni imminenti, il dibattito sulla tenuta del “Brandmauer” contro l’ultradestra resta centrale nel panorama politico tedesco.
