L’Alzheimer e il legame con un virus intestinale: nuova scoperta rivoluzionaria

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Un nuovo studio condotto dai ricercatori dell’ASU-Banner Neurodegenerative Disease Research Center ha svelato un possibile legame tra il citomegalovirus (CMV), un virus intestinale comune, e l’Alzheimer, una delle malattie neurodegenerative più diffuse e temute. Il CMV, appartenente alla famiglia degli Herpesvirus, infetta tra il 40% e l’80% della popolazione nei Paesi industrializzati, spesso senza sintomi evidenti. Tuttavia, il virus può rimanere latente e riattivarsi in condizioni di debolezza del sistema immunitario.

Secondo la ricerca, pubblicata su Alzheimer’s & Dementia: The Journal of the Alzheimer’s Association, il virus potrebbe migrare dall’intestino al cervello attraverso il nervo vago, attivando un processo neuroinfiammatorio. Le cellule immunitarie cerebrali, note come microglia, riconoscono il virus e stimolano l’espressione del gene CD83, già associato a danni neuronali e infiammazioni. Questo meccanismo potrebbe contribuire all’accumulo di proteine tau e placche amiloidi, caratteristiche dell’Alzheimer.

Gli scienziati ipotizzano che il CMV possa essere responsabile di un sottotipo di Alzheimer che interessa fino al 45% dei pazienti. Questa scoperta potrebbe aprire nuove strade nella diagnosi e nel trattamento della malattia, spostando l’attenzione sull’importanza di prevenire e monitorare infezioni virali latenti.