Idlib e Aleppo sotto il controllo delle forze filo-turche

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La regione di Idlib, in Siria, è ormai sotto il controllo delle forze filo-turche, mentre i jihadisti sostenuti dalla Turchia avanzano a sud e sud-ovest. Le forze governative siriane e russe si sono ritirate dagli avamposti a nord del confine amministrativo tra le regioni di Hama e Idlib, lasciando spazio all’avanzata delle milizie islamiste. Al-Mayadeen, un canale televisivo libanese, ha riferito che i gruppi armati hanno preso il controllo di circa il 60% dell’area di Aleppo, instaurando un coprifuoco nelle zone occupate.

La situazione nella città di Aleppo è particolarmente incerta, con la popolazione che vive sotto il costante timore degli sviluppi. Nonostante la calma apparente dopo i combattimenti, la mancanza di difesa e l’assenza dell’esercito siriano creano una forte inquietudine. La città, già provata da anni di guerra e dalle difficoltà derivanti dal recente terremoto, si trova ora in una condizione ancora più critica, con la mancanza di servizi essenziali come acqua ed elettricità.

Nel frattempo, un attacco aereo su Aleppo ha provocato la morte di almeno 16 civili. Sebbene non siano state confermate le responsabilità, si ritiene che i jet responsabili possano provenire dalla Russia, alleata del governo siriano. L’attacco ha colpito la zona sud-occidentale della città, che è stata recentemente presa d’assalto dalle forze jihadiste.

Aleppo è ora sotto il controllo delle milizie dell’opposizione, con la città che appare sospesa e in un limbo di incertezza. Nonostante i combattimenti non abbiano provocato spargimenti di sangue, la popolazione vive nella paura, senza certezze sul futuro. Le voci di un possibile ritorno delle truppe governative non sono ancora confermate, e la città continua a trovarsi in una condizione di insicurezza totale.

In questo scenario di instabilità e paura, la popolazione civile di Aleppo e delle altre città coinvolte nel conflitto continua a subire le conseguenze di una guerra che sembra non trovare una fine, mentre le potenze straniere e le milizie locali continuano a intensificare le loro manovre, lasciando i residenti a fronteggiare una situazione sempre più disperata.