Ultras di Milan e Inter: la giustizia sportiva apre un’indagine dopo gli arresti

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La giustizia sportiva ha avviato un’indagine a seguito dell’arrivo alla Procura della Federcalcio degli atti richiesti alla Procura di Milano, relativi all’inchiesta che coinvolge i gruppi ultras delle curve di Milan e Inter. L’operazione, che ha portato all’arresto di 19 capi ultras, ha rivelato la presenza di dinamiche che vanno ben oltre il tifo organizzato, con implicazioni legate a fenomeni di criminalità organizzata.

L’indagine sportiva potrebbe presto tradursi in deferimenti per le società coinvolte, qualora venissero accertate violazioni delle norme federali che regolano i rapporti con le tifoserie organizzate. Questo passaggio si aggiunge a un quadro complesso, dove le responsabilità dei club potrebbero essere messe sotto la lente d’ingrandimento.

In mattinata, il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, ha sottolineato la gravità del fenomeno, definendolo un problema strutturale che non riguarda solo Milano. Abodi ha evidenziato come le curve non siano solo luoghi di esuberanza sportiva, ma, in alcuni casi, rappresentino canali di infiltrazione della criminalità organizzata, con gravi conseguenze sociali e finanziarie.

Il ministro ha anche richiesto un intervento deciso da parte delle istituzioni sportive per affrontare il problema e rafforzare il principio di lealtà sportiva. Ha ribadito che la giustizia sportiva non si sovrappone a quella ordinaria, ma agisce nel rispetto delle normative interne al sistema calcistico, rappresentando un ulteriore strumento per garantire trasparenza e correttezza.

L’inchiesta milanese e i successivi sviluppi sportivi rappresentano un punto di svolta nel rapporto tra calcio e tifoserie organizzate, sollevando interrogativi cruciali sulla responsabilità dei club e sulla necessità di misure più rigide per contrastare derive criminali all’interno del mondo dello sport.