Tumore del marinaio: una nuova speranza grazie alla ricerca

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Il carcinoma a cellule squamose, noto come “tumore del marinaio”, è una forma di cancro cutaneo che colpisce principalmente le persone esposte per lungo tempo ai raggi solari senza protezione. Questa malattia può manifestarsi con lesioni nodulari o ulcere che non guariscono, rappresentando un serio rischio per la salute, dato che causa circa il 5% delle morti legate ai tumori della pelle.

Tradizionalmente, il tumore ha colpito soprattutto coloro che lavorano all’aperto, come marinai e muratori. L’esposizione prolungata ai raggi ultravioletti, sia naturali che artificiali, è il principale fattore di rischio. I sintomi possono includere lesioni cutanee con superfici irregolari, noduli duri e cambiamenti nella pigmentazione della pelle, oltre a prurito e dolore.

Le attuali opzioni di trattamento variano e possono includere chirurgia, radioterapia, crioterapia e terapie mirate, tra cui l’immunoterapia. Tuttavia, c’è una nuova speranza per i pazienti grazie a un vaccino a mRNA in fase di sperimentazione presso l’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Pascale di Napoli. Questo studio mira a fornire un approccio innovativo alla cura del carcinoma a cellule squamose, utilizzando una tecnologia simile a quella adottata per i vaccini contro il Covid-19.

Il progetto, guidato dall’oncologo Paolo Ascierto, prevede il coinvolgimento di 600 pazienti, per lo più anziani con un’elevata esposizione al sole. I risultati di questa sperimentazione potrebbero rappresentare una svolta significativa nella lotta contro questo tumore, supportando il sistema immunitario nel riconoscere e attaccare le cellule tumorali.

In sintesi, il tumore del marinaio, storicamente associato a una mancanza di protezione dai raggi UV, potrebbe ora vedere una luce nuova grazie a progressi nella ricerca medica, aprendo la strada a trattamenti più efficaci e mirati.