Treviso | Omicidio di Vincenza Saracino: attirata nella cascina, picchiata e poi uccisa a coltellate

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Una lite furibonda, seguita da un’aggressione con pugni e poi coltellate, è emersa dai primi esiti dell’autopsia condotta dal patologo Claudio Terranova, professore associato all’istituto di medicina legale dell’Università di Padova. La vittima, Vincenza Saracino, una 50enne originaria di Molfetta (Bari), è stata ritrovata morta nel tardo pomeriggio di mercoledì in un casolare abbandonato di via Maleviste, nella zona di San Vitale, quartiere di Canizzano, a poche centinaia di metri dalla casa in cui viveva con il marito, Fabio Stefanato, e la figlia 18enne, Matilde.

Dinamica dell’Omicidio

Secondo le ricostruzioni, Vincenza Saracino è stata attirata nel casolare da una persona probabilmente conosciuta nel tardo pomeriggio di martedì scorso, 2 luglio, mentre stava tornando a casa dal suo posto di lavoro presso un sexy shop di via Gagliazzo a Preganziol, dove lavorava con il marito. Durante l’incontro, dai contorni ancora misteriosi, la donna è stata colpita al volto con almeno un paio di violenti pugni, riportando fratture alla mandibola e allo zigomo. Successivamente, è stata colpita da cinque fendenti, tutti nella parte sinistra del volto, tra collo e mandibole. L’assassino ha utilizzato un coltello, e non un cacciavite come inizialmente ipotizzato. Uno dei colpi, che ha raggiunto la carotide, è stato letale, causando la morte per dissanguamento. Inoltre, sono stati rilevati segni sulle braccia della vittima, indicativi di un tentativo disperato di difesa.

Proseguono le Indagini

Le indagini dei carabinieri del nucleo investigativo di Treviso sono in corso. Dal cellulare della donna, lasciato dall’assassino insieme a tutti gli altri effetti personali, emergono importanti indizi sul possibile killer. Tuttavia, al momento, non ci sono indagati nel fascicolo d’inchiesta aperto dalla Procura di Treviso.