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Restituiti in Italia 25 reperti archeologici grazie a accordo tra Italia e Germania

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Un accordo storico è stato siglato a Berlino tra l’Italia e la Germania per la restituzione di 25 preziosi reperti archeologici alla Fondazione per l’Eredità Culturale della Prussia (Spk). La cerimonia, presieduta dai ministri della Cultura Gennaro Sangiuliano e Claudia Roth insieme all’ambasciatore italiano Armando Varricchio, ha segnato il ritorno in Italia di un corredo funerario appulo, composto da 14 vasi, dieci piatti decorati e un frammento di affresco da una villa di Boscoreale, trafugato dal noto trafficante d’arte Giacomo Medici.

L’accordo è stato il risultato di una stretta collaborazione tra i ministeri della Cultura italiani e tedeschi, la Fondazione e il museo di Berlino, che hanno tracciato l’origine dei reperti da scavi illegali e rapine fino alla loro esposizione all’Altes Museum. Su 21 dei 25 reperti, le Procure di Roma e Foggia hanno avviato procedimenti giudiziari, emettendo provvedimenti di confisca in seguito alle indagini dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale.

Nonostante l’autorità giudiziaria tedesca abbia inizialmente rifiutato di eseguire i decreti di confisca per mancato rispetto del diritto alla difesa dell’Altes Museum, la volontà della Fondazione dei Musei della Prussia di restituire i reperti ha portato alla negoziazione di un accordo. Questo prevede il prestito per quattro anni (rinnovabile una volta) di alcuni reperti al museo tedesco, in cambio della restituzione dei beni culturali all’Italia.

Il ministro Sangiuliano ha lodato il lavoro diplomatico che ha permesso il recupero dei reperti, sottolineando l’importanza del rispetto delle regole internazionali. Il ministro Roth ha evidenziato che il rimpatrio rappresenta un chiaro esempio di efficacia nella tutela dei beni culturali in Europa, enfatizzando l’importanza della collaborazione italo-tedesca in questo ambito.

Il segretario generale del ministero della Cultura italiano, Mario Turetta, ha concluso sottolineando che l’accordo con l’Spz rappresenta un modello di diplomazia culturale e testimonia l’importanza della cooperazione tra le istituzioni dei due Paesi per la protezione e la valorizzazione dell’eredità culturale comune.

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