Per la prima volta, AstraZeneca ha ammesso che il suo vaccino contro il Covid-19 può avere effetti collaterali. L’azienda farmaceutica, attualmente coinvolta in numerosi procedimenti legali intentati dai familiari di presunte vittime e da individui che hanno ricevuto il vaccino, ha dichiarato che “per motivi ancora sconosciuti il vaccino può causare trombosi”.
Questa ammissione è stata documentata nei resoconti del processo attualmente in corso, suscitando un nuovo dibattito su un argomento che è stato oggetto di attenzione fin dal 2021, quando sono stati introdotti i primi vaccini per combattere la pandemia.
Secondo alcuni avvocati coinvolti nel procedimento legale, in caso di sconfitta in tribunale, AstraZeneca potrebbe essere obbligata a risarcire le vittime fino a 25 milioni di dollari. L’azienda, che si difende contro le critiche riguardanti la presunta difettosità del suo prodotto distribuito in molte parti del mondo durante l’emergenza, ha riconosciuto in un documento legale datato febbraio scorso (resosi noto solo recentemente) che il suo vaccino può causare “in casi molto rari” una condizione chiamata trombosi con sindrome trombocitopenica o TTS, caratterizzata da coaguli di sangue e basso numero di piastrine. AstraZeneca sostiene che il meccanismo causale alla base della TTS non è completamente compreso e che la condizione può verificarsi indipendentemente dal vaccino.
