La Squadra Mobile della Questura di Asti, in collaborazione con le forze di polizia di Napoli, Agrigento e Viterbo, ha eseguito quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere nell’ambito di un’operazione volta a contrastare il traffico illecito di telefoni cellulari nelle carceri italiane. I quattro indagati sono accusati di aver partecipato a un’associazione per delinquere finalizzata alla consegna di dispositivi mobili all’interno di strutture penitenziarie, tra cui Asti, Saluzzo, Agrigento, Catania, Ascoli Piceno, Benevento, Teramo e Ariano Irpino.
Simone Iacomino (già detenuto ad Agrigento), Veronica Virgilio e Salvatore Sbrescia (residenti a Napoli), Vasil Dziatko (a Viterbo) sarebbero riusciti a consegnare telefoni cellulari, schede SIM e caricabatterie utilizzando droni. I detenuti avrebbero direzionato i droni dall’interno delle carceri, coordinando la consegna dei dispositivi. Gli oggetti poi venivano rivenduti ai detenuti a prezzi elevati, con gli smartphone a 1.000 euro e i microtelefoni a 300 euro.
L’indagine, protrattasi per tre mesi, ha coinvolto l’intercettazione di ventuno utenze, l’ascolto di oltre diecimila telefonate, portando al sequestro di due droni e oltre sessanta dispositivi, tra cui telefoni, schede SIM e microtelefoni. L’associazione avrebbe anche consegnato sostanze stupefacenti all’interno del carcere di Benevento. Due arresti in flagranza sono stati eseguiti a dicembre con il sequestro di otto microtelefoni. Ulteriori arresti sono stati effettuati durante il fermo di Sbrescia e Dziatko, che erano in possesso di quindici microtelefoni, un drone e un cellulare contenente video delle consegne effettuate precedentemente nelle carceri di Asti e Saluzzo.
