Beni mobili e immobili con un valore complessivo superiore a 15 milioni di euro sono stati confiscati dal Centro Operativo di Catanzaro della Dia a un imprenditore di 43 anni, Antonio Gallo, noto come “il principino,” residente a Sellia Marina. Questo provvedimento è stato eseguito in seguito a un decreto emanato dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Catanzaro, su richiesta del Procuratore della Repubblica, Nicola Gratteri, e del direttore della Dia, generale Michele Carbone. Antonio Gallo, operante nel settore della vendita di dispositivi di protezione e sicurezza sul lavoro, attualmente si trova detenuto nel regime 41 bis. Nel luglio dell’anno precedente, era stato condannato a una pena di 30 anni di reclusione nel processo denominato “Profilo basso,” con l’accusa di associazione per delinquere di tipo mafioso.
L’inchiesta aveva rivelato il ruolo di Gallo come imprenditore di riferimento per alcune delle principali cosche di ‘ndrangheta nella provincia di Crotone, gestendo in particolare, con un sostanziale monopolio, la fornitura di prodotti antinfortunistici, comprese le amministrazioni pubbliche. Inoltre, secondo le accuse, Gallo avrebbe emesso un gran numero di fatture per operazioni inesistenti attraverso società cartiere, operate da prestanome. Questo avrebbe contribuito a mantenere un legame privilegiato con i vertici delle cosche di San Leonardo di Cutro e Roccabernarda, nella provincia di Crotone, con l’obiettivo di agevolare tali gruppi criminali, come confermato dalle testimonianze di alcuni collaboratori di giustizia. I beni confiscati comprendono sette imprese, quote societarie, 11 proprietà immobiliari, 30 beni mobili e 23 conti bancari.
